Questo Blog è di MASSIMO PERINELLI, e si propone come completamento del suo sito www.ilgiardinodizarathustra.it, sempre dunque come confronto sui diversi temi del vivere sociale. Qui sono trattati sempre gli stessi argomenti proposti dall’autore, ma con una diversa condizione emotiva e d’azione, un’immediatezza che nasce da un pensiero, o una riflessione concisa, rapida che è immediatamente condivisa con i lettori e con loro discussa, o ignorata. È probabilmente un “nuovo” tentativo che nasce da uno stato di profonda “disperazione”, una crisi di fiducia sulle possibilità di rendere reversibile quella veloce decadenza che ha portato all’estinzione di un Mondo che confidava sull’Idea di Utopia. In fondo solo un grido muto, segno tangibile di una dignità solitaria.

mercoledì 28 settembre 2016

GUERRA ASSOLUTA

La guerra non è che la continuazione della politica con altri mezzi. La guerra non è dunque, solamente un atto politico, ma un vero strumento della politica, un seguito del procedimento politico, una sua continuazione con altri mezzi.

                                                                         “Della guerra” di Karl von Clausewitz

Limitando per forza di cose l’analisi al solo nostro continente, possiamo dire che da qualche anno a questa parte, con una velocità che appare sconcertante e che non ha eguali nella Storia dell’Uomo, le condizioni politiche, sociali ed economiche nelle quali siamo costretti a vivere hanno subìto un violento cambiamento. L’ambiente intorno a noi si è involuto da una comunità di Stati autonomi e sovrani, in una specie di macroscopica realizzazione ultra Spencer/Darwiniana, dove classi dirigenti politiche, industriali e finanziarie, nel modo più adatto strette in un consorzio scellerato, stanno accuratamente, sistematicamente, metodicamente distruggendo tutto ciò che si era costruito in anni d’evoluzione sociale, lavoro e lotta. Prima di questo rapido processo involutivo, dunque, esistevano dei riferimenti d’assistenza precisi, la tutela del lavoro, i servizi collettivi, il relativo controllo di un territorio dai confini chiari, uno Stato Sociale, e per questi motivi larghe maggioranze avevano la pur tenue sensazione d’esser parte di una rete di relazioni umane certe, individuabili, sebbene conflittuali, ma pur sempre vive e feconde. Ora non è più così. Nelle varie nazioni una plutocrazia industriale e finanziaria ristretta sovrintende e dirige una casta politica corrotta che non ha più neppure la necessità di una legittimazione democratica, o presunta tale. Le aristocrazie in perfetta armonia fra loro hanno come progetto finale uno Stato autoritario, dove i vari soggetti inconsapevolmente o consapevolmente agenti riproducono in modo fedele un archetipo di tipo Imperiale, caratterizzato principalmente, soprattutto, da un diffuso, capillare rapporto di lavoro da “schiavo salariato” e da una metodica scientifica spoliazione d’ogni bene di cui ci si può appropriare, legalmente o illegalmente. Non mi appare sensato e opportuno dilungarmi sulle varie condizioni oggettive, gli elementi evidenti, le prove che compongono questo tragico quadro, le varie tessere del puzzle, lo scopo di questo estremo tentativo è di cercare/trovare individui consapevoli del processo finale, esigue minoranze preparate ed emarginate, e per logica se le persone di cui si cerca la partecipazione sono consapevoli della situazione non hanno nessun bisogno d’altre spiegazioni, che illuminerebbero uno scenario già di per sé ben individuato e inequivocabile. Se invece gli individui non sono consapevoli, temo che a questo punto non lo saranno mai e non saremo noi con le nostre limitate possibilità a portare luce in menti tanto obnubilate dalla propaganda e dalla capacità di corruzione del Potere.
Lasceremo credere a queste povere creature che il loro è il solo e il miglior mondo possibile e che la felicità è produrre, consumare e crepare.
Alle sole persone consapevoli, dunque, continuo indicando che gli Esseri che sono stati favoriti dalla Natura a condurre quest’ultimo tratto di vita dell’Homo Sapiens, non possono essere considerati autentici “individui” in pieno possesso delle loro facoltà mentali, poiché la loro sindrome ossessiva compulsiva d’accumulazione del denaro, la loro ricerca assillante del profitto, è perfettamente in linea con le altre conosciute sintomatologie maniache che vedono nel gioco o nell’alcool o nella sessualità vie percorribili dell’esistenza. Sono persone malate, estreme, perverse, o meglio “mutate geneticamente”, ma che la Natura, sembrerebbe in modo contraddittorio, sta favorendo, forse per un programma di rapida autodistruzione che ha condannato in passato altre creature allora dominanti. Loro ci stanno portando all’annientamento, velocemente, assai velocemente. Credo che non sia nelle nostre possibilità di individui diversi/coscienti rendere reversibile questo grande processo naturale che ci sovrasta, possiamo solo prenderne atto; come si sono estinti i dinosauri o gli uomini di Neanderthal, così spariremo anche noi; ciò nonostante, chissà perché, sebbene del tutto edotti dei fatti, e con l’animo ben indirizzato verso un pessimismo cosmico di Leopardiana memoria, ancora si avverte l’estrema necessità di un terminale tentativo.
L’idea pertanto sarebbe questa, messa in Comune affinché possa dialetticamente esser valutata, così da giungere a una sintesi possibile che sia di conforto a una serena, definitiva, finale rassegnazione o di sprone a un rabbioso nuovo inatteso inizio aurorale. I mezzi di lotta che abbiamo conosciuto e che abbiamo utilizzato fino a ieri non sono più adeguati alla situazione. Non ci troviamo alla presenza di persone “sane” che possono addolcire saggiamente le loro deliranti psicosi con il dialogo, o indotti da una manifestazione di piazza, non siamo più di fronte a una situazione che vede nella moderatezza il risultato di un rapporto/confronto con “nemici naturali”. I nemici naturali non ci sono più, o meglio hanno perso una lunga e feroce “guerra di classe”, hanno perso la capacità d’opporre resistenza, di limitare le altrui pulsioni, ridotti oramai come sono al ruolo di dominati, ma dominati ignari e quindi neanche responsabili di sé. Quindi, di fronte ad avversari che hanno una determinata tipologia di comportamento socialmente accettabile, sono valide sperimentate definite contrapposizioni, di fronte a nemici che adottano forme criminali, incontrollate d’intervento sulla realtà vanno adottate forme di lotta estreme, adatte a simili circostanze. Politici, industriali, finanzieri non sono più individui socialmente accettabili con i quali è possibile un contraddittorio, dove ognuno sfuma le posizioni per un “bene comune”, ma sono degli efferati, arroganti, presuntuosi, ultraegoisti e ciechi che vanno valutati e combattuti in modi più appropriati a questo momento storico.
Ma quali potrebbero essere questi “modi più appropriati”?
A completamento di questa ridotta analisi, si può dire che Loro, i Nemici, i Ricchi hanno adottato sistemi di lotta che appaiono più simili a quella “guerra assoluta” che il buon Karl von Clausewitz nelle sue opere ha teorizzato, concludendo affrettatamente che si stava comunque parlando solo di una semplice teoria. Opinione non corretta. I Ricchi stanno realizzando ciò che si credeva fino allo scorso secolo del tutto impossibile. Gli sconfitti invece, che per svariate ragioni, fra cui, non di scarsa rilevanza il decomporsi del necessario superamento della “morale comune”, oppure la fiacchezza, l’esitazione, il dubbio, l’opportunismo, non hanno saputo o voluto adottare tecniche di guerra simili a quelle che Loro, i nemici, hanno avuto il coraggio e la determinazione di adottare, completando ora, oggi, l’opera d’annientamento, di dissoluzione, di sterminio completo di Idee, Utopie e Individui.
È stato un grossolano errore non adottare lo stesso metodo.
È stato un grave errore non fare ciò che era necessario fare.
La sensazione prevalente è che la ricerca di Individui sani, liberi, preparati, in condizioni d’esprimere opinioni e fornire consigli appropriati non possa aver successo in ambienti “moderati”, più probabile trovare corrispondenza in ambienti “estremi” avendo costatato, con un certo stupore che la medesima analisi e le medesime conclusioni sono perfetto patrimonio dell’uno e dell’altro colore. Chiaro quindi sospettare che l’analisi sia corretta. In sostanza non ci sono preclusioni di sorta. In questa fase di ricerca è importante acquisire il contributo di tutti. L’essenziale è trovare insieme un “Che fare?” possibile, che non sia frutto d’incantevoli viaggi onirici né frutto d’orrende nevrosi da sanare, piuttosto risultato di un lavoro intellettuale professionale che per forza di cose non trova la giusta via di sperimentazione e di diffusione nella realtà quotidiana.
Cercare soluzioni che possano risvegliare l’Idea che esistono modi diversi di vivere.
Se non fosse così verosimile la possibilità di cadere in probabili equivoci, eviterei la precisazione, tuttavia mi appare necessario chiarire che il richiamo alla “guerra assoluta” non è un richiamo insensato alle armi tradizionali, ma un potente appello alle armi della mente, che dovrebbe prima di tutto rendersi, o ritenersi, autonoma e del tutto libera dall’autorità di un Sistema in completa putrefazione e quindi, forte di questo presupposto, in condizioni di indicare vie intellettuali percorribili per la salvezza almeno di se stessa.
L’indicazione “guerra assoluta” è il tentativo di rianimare un polo della contrapposizione che si spera ancora non del tutto morto e trovare eventuali soluzioni che siano d’utile contrappeso a una terminale strisciante devastante disperazione.