Questo Blog è di MASSIMO PERINELLI, e si propone come completamento del suo sito www.ilgiardinodizarathustra.it, sempre dunque come confronto sui diversi temi del vivere sociale. Qui sono trattati sempre gli stessi argomenti proposti dall’autore, ma con una diversa condizione emotiva e d’azione, un’immediatezza che nasce da un pensiero, o una riflessione concisa, rapida che è immediatamente condivisa con i lettori e con loro discussa, o ignorata. È probabilmente un “nuovo” tentativo che nasce da uno stato di profonda “disperazione”, una crisi di fiducia sulle possibilità di rendere reversibile quella veloce decadenza che ha portato all’estinzione di un Mondo che confidava sull’Idea di Utopia. In fondo solo un grido muto, segno tangibile di una dignità solitaria.

mercoledì 26 ottobre 2016

DELIZIOSA LEZIONE D'AMORE



Ieri mi è capitato di rivedere un film. Titolo “Before we go” di Chris Evans con Chris Evans, Alice Eve, Maria Breyman. È una semplice storia d’amore che si svolge nell’arco di una sola notte. Ho voluto rivederlo poiché la prima volta l’ho apprezzato: sì, mi piacciono le storie d’amore, quando sono raccontate bene e finiscono meglio. Giudico quest’opera positivamente, il regista riesce in modo lodevole a concentrare, nelle poche ore in cui si svolge la vicenda, tutta una serie d’emozioni e di manifestazioni che accadono fra due persone che prima non si conoscono, poi cercano di conoscersi e in seguito scoprono piano piano di provare qualcosa di serio verso l’altro. Il regista dimostra di conoscere bene quali sono le sensazioni che questo tipo d’esperienza trasmette, si sofferma su una legittima diffidenza iniziale, su un diffidente affidarsi poi, quindi su una parziale perdita di sospetti e via via fino a legittimare con una presunta conoscenza i sentimenti che si sono fatti strada. Il film parla d’Amore. Fra i due protagonisti avvengono tutta una serie dinamica di avvenimenti che contribuiscono a concentrare in poco tempo tutto ciò che in genere avviene fra due persone che si amano da anni, dunque scambio d’opinioni, accesi contrasti, incantevoli tenerezze, contenute gelosie, lunghe discussioni, fiducioso affidarsi, contare sull’altro, cercare di dare il meglio di sé, scatti violenti d’ira, dolorose accuse, scuse riparatrici, riuscire con l’aiuto di chi si ama a capire quali sono le proprie virtù e le proprie mancanze. C’è, verso la fine del film, la breve apparizione di un curioso personaggio, un chiromante che rivela il suo unico amore per la compagna ormai morta, ma senza ostentare eccessivo dolore. Mi hanno colpito le poche parole che scambia con il protagonista prima che la scena cambi. Alla domanda: “Ma ci sono stati momenti di difficoltà?” In riferimento al rapporto e alla vita trascorsa, il chiromante serenamente risponde: “Oh certo, l’importante è sapere con chi le vuoi affrontare.”
Oramai vecchio penso davvero che non per tutti sia la stessa cosa, molti inseguono valori diversi che molti altri detestano. Forse il denaro e il potere e il consumo dissennato riescono a donare le stesse cose che l’Amore riesce a donare; forse lo eguaglieranno in emozioni, questo non lo potrò mai più verificare, e non mi interessa verificarlo. So soltanto che le sensazioni che nel corso degli anni, quelle piccole e grandi emozioni che un’altra creatura riesce a trasmetterti, quel voler essere migliore solo per non perderla, difficilmente qualcosa di “terreno” potrà mai eguagliarlo. Platone, che a mio giudizio ha grandi responsabilità causate dalle sue decadenti teorie, ha tratteggiato però, nell’Eros, un’ipotesi che forse, o meglio certamente non è credibile, ma che ha senza dubbio un fascino talmente intenso da far pensare, per un istante, a cose “fuori di te”. Lui dice che quella sensazione particolare che prova chi ama, è una manifestazione dell’anima, che immortale migra di corpo in corpo, e quando incontra il soggetto in terra giusto da amare, sente un piacere intenso, come uno sfumato ricordo, come una specie di nostalgia per una condizione infinita e incantevole cui brama ritornare, cui brama ricongiungersi.
Non so proprio se poi sia così. Troppi i dubbi e le perplessità. Ma se non ci sono più i “corpi” da amare, quelli che in vita abbiamo avuto vicini, dove potrebbe “appendersi” il sentimento? No, penso che la vita sia tutta qui, ma è senz’altro vero che un Amore come quello descritto garbatamente nel bel film di Chris Evans, possa darle significato.

Consiglio a tutti di vederlo, e di mantenere fino all’ultimo vostro respiro le porte aperte a questa meravigliosa possibilità.