Questo Blog è di MASSIMO PERINELLI, e si propone come completamento del suo sito www.ilgiardinodizarathustra.it, sempre dunque come confronto sui diversi temi del vivere sociale. Qui sono trattati sempre gli stessi argomenti proposti dall’autore, ma con una diversa condizione emotiva e d’azione, un’immediatezza che nasce da un pensiero, o una riflessione concisa, rapida che è immediatamente condivisa con i lettori e con loro discussa, o ignorata. È probabilmente un “nuovo” tentativo che nasce da uno stato di profonda “disperazione”, una crisi di fiducia sulle possibilità di rendere reversibile quella veloce decadenza che ha portato all’estinzione di un Mondo che confidava sull’Idea di Utopia. In fondo solo un grido muto, segno tangibile di una dignità solitaria.

sabato 24 giugno 2017

LA GRANDE STRATEGIA DELL’IMPERO EUROPEO


                                                                               



Non c’è dubbio che la costruzione di un Impero definito, stabile, autonomo, operante come se fosse destinato a vivere per sempre, non è impresa facile. La Storia ci insegna questo, sebbene quella che ci propinano non appare pervasa di troppa “verità”, quanto piuttosto zeppa di menzogne, approssimazioni, opinioni divulgate da “liberi arbitrii retribuiti” assai discutibili, spesso collegati a necessità impellenti del Potere. Tuttavia, avendo un buon Sistema per interpretarla, una filosofia che sia il più possibile vicino alla propria sensibilità, e mettendoci anche una dose di “buon senso”, si può affermare che qualcosa fra l’approssimativo e l’inequivocabile si può trarre da tante parole scritte. Di Imperi ce ne sono stati molti. Hanno avuto un periodo di splendore diverso secondo le proprie aspirazioni e forza. Spesso la tendenza è stata quella di uniformare le varie eterogeneità, con mezzi che sono stati a volte crudeli sul “corpo”, a volte crudeli sullo “spirito”, o entrambi. Ossia, una ricercata perfetta alchimia di iniziative credute necessarie, in sintonia con l’universale “volontà di potenza”. Ma le vicende della Vita, si sa, di continuo sfuggono al controllo. Le nobili aspirazioni totalizzanti cedono sovente il posto alla “corruzione”, che sembra un elemento al di sopra e al di là della nostra personale antipatia nei confronti del caos. Questo per dire che una cosa è quello che vorremmo che fosse, un’altra è quella che è. La grandezza o la miseria di un Sistema dipendono da quella Darwiniana capacità di adattamento, che è una semplice “applicazione” dell’immenso e sconosciuto programma universale della Vita. La Classe Borghese, quella che una volta si indicava come Capitalista, oppure meglio Padroni, da questo punto di vista è riuscita ad adattarsi meglio, con un’ottima dose di trasformismo che gli consente da secoli di governare, non senza tribolazioni e patimenti, secondo ciò che gli detta il proprio bisogno economico, i propri ridotti codici etici, la propria malattia genetica e il drammatico disturbo ossessivo compulsivo volto all'accumulazione. Se, per esempio, poniamo l’attenzione sulla diffusa praticata dell’eliminazione fisica di chi non è in armonia con lo sviluppo degli eventi, vediamo che non si è perso troppo tempo a sterminare un Gruppo, una Etnia, dei Sovversivi. Non è questa la sede per approfondire il vasto tema, non ne sono all'altezza, né è intenzione di questo breve scritto definire Bene e Male di tali manifestazioni. Vorrei solo insospettire il lettore mostrando alcuni dubbi, e alcune certezze, che potrebbero illuminare un quadro per ora solo intravisto.
Alcuni Imperi si sono retti ricorrendo, oltre che al consueto uso della Forza, anche sfruttando il fattore religioso. Una credulità che ha impedito di porsi la domanda se la struttura fosse o non fosse di per sé più adatta alle proprie esigenze e bisogni. Così è sempre stato, così è, così sarà. Ognuno ha un ruolo e una posizione immutabile. Sono strutture sociali dove nessuno si è mai domandato “Perché?”, o almeno sono davvero stati pochi a domandarselo, e per questo non hanno dato troppo fastidio, non hanno fanno carattere. Quando le posizioni all’interno di una comunità non sono messe in discussione, tutto procede per il meglio. Quando però dubbi, domande e perché entrano prepotenti nelle menti, quando alcuni individui pensati diffondono incertezze, quando infine sono in molti a mettere in discussione quello che è sempre stato, il sistema inizia ad avere delle vibrazioni, delle serie problematiche da risolvere. Le forme che consentono di ritornare a una relativa calma sono sostanzialmente tre: la corruzione dell’oro, la minaccia delle armi e la religione. Questo per dire, semplicemente, che ci sono semplici e antichi mezzi per zittire dubbi e domande. Anche il Capitale li ha usati. Ha concesso diritti sociali, diritti del lavoro, ha inserito in un tipo di sviluppo, ha adattato le religioni alle esigenze, tante volte ha represso.
Mettendo a fuoco fatti prossimi a noi, verso la fine dell’ottocento le Potenze Europee si sono impegnate in una prova di forza a livello mondiale che ha avuto delle conseguenze sugli equilibri sociali. Il super sfruttamento della Classe operaia, accanto al secolare sfruttamento delle masse contadine, ha creato un particolare humus che li ha sospinti verso una parziale consapevolezza. Risentimento e rabbia hanno trovato il sostegno di una Teoria, un'aspirazione al meglio dai contenuti Utopistici, ritenuti prossimi a realizzarsi. Le continue agitazioni sviluppavano paure, creavano un atteggiamento negativo verso quelle Classi all’apparenza minacciose. Per risolvere le fastidiose discordie si è ricorso a soluzioni estreme.
La Prima Guerra Mondiale è scoppiata per diverse ragioni, la famosa alchimia di fattori: la spartizione commerciale dei mercati, protezionismo e dazi doganali, ultima guerra Dinastica, ma principalmente si è fatto ricorso a questo mezzo estremo per farla finita con quella che appariva come una massa troppo agitata e creduta prossima a una Rivoluzione Mondiale.
Con un semplice alleggerimento di quindici milioni di individui si è raggiunta una nuova stabilità. Non si può dire che questo sia stato l’unico sterminio di massa che “l’uomo” ricordi… figuriamoci. Ora le condizioni sono diverse, soprattutto dopo un’esperienza che ha mostrato la difficoltà oggettiva a costruire un modo di vivere alternativo al “capitalismo”. La vittoria dei “ricchi” sui “poveri” ha diffuso l’idea di una non indispensabilità di certe “conquiste” che hanno fiaccato, spezzato, umiliato la volontà di volare di un’intera Classe. Da quel momento preciso si è disegnato un quadro, che a tappe forzate dovrebbe condurre a una distinzione di ruoli che si considera naturale conseguenza di un divenire, sebbene sia, in realtà, uno status indicativo di un ultra sfruttamento che ha fondamenta nel passato. Le masse non fanno più paura, sono state vinte, annientate, con la guerra, il terrore, il “terrorismo”, da sempre efficace risorsa dei soliti “servizi segreti nazionali/internazionali”; dalla micro criminalità, tollerata e incoraggiata, tanto per far sentire continuamente in pericolo di vita, così da badare più alla propria incolumità fisica che ad altre problematiche sociali. Metodi vecchi come il mondo, sempre efficaci. Quei pochi che riflettono e hanno capacità d’analisi non danno nessun fastidio, le micro minoranze riottose, vivono isolate, emarginate, frustrate. Tanti migrano e vanno via nella speranza/illusione che altrove sia diverso. Il quadro si perfeziona. La concorrenza economica con altri Imperi è la ragione apparente, il giustificativo da cui si sviluppa la visione d’insieme, l’archetipo da costruire.
Le diverse nazioni europee creano un centro di direzione unico. Sviluppano un programma economico. Stabiliscono categorici vincoli di legge e di rappresentanza politica. Pianificano un unico modello di organizzazione sociale: una ristretta Classe di padroni, una contenuta casta di lacchè dei padroni, un’ampia categoria di schiavi/salariati che ritengono enorme privilegio la pura sussistenza, assediati da una considerevole massa di creature che vivono ai margini: uno sterminato “esercito salariato di riserva”, il cui scopo è la sopravvivenza, e il salto di Classe come aspirazione, ambizione alla riduzione in schiavitù.
Questo Disegno, sebbene appaia complesso, in verità non lo è. Piuttosto è il tempo necessario alla sua realizzazione e le inevitabili difficoltà risolvibili che intervengono a misurare gli interventi e adattarli alle circostanze. Che alcune Nazioni Europee siano oramai sulla buona strada per essere considerate in armonia, sottomesse al Disegno è cosa evidente. La totale assenza di rivendicazioni e di movimenti antagonisti è sintomo di morte certa. Altre Società, come la nostra, hanno bisogno di più attenzioni. Le particolarità che mi hanno suggerito questa “grande strategia imperiale” sono molteplici. La riorganizzazione di realtà economiche piccole, medie e grandi. Il ridimensionamento del “valore lavoro". La disparità di condizioni economiche. L’accumulazione di ricchezza. L’enorme “utile d’impresa”. L'incontrollato plusvalore. Infine, il ricorso a una riforma della realtà religiosa, per una “civiltà cristiana” non più adeguata alle nuove esigenze. Un avvicinamento e successivo patto compromissorio fra ebraismo-cristianesimo-islamismo, con una potente prevalenza di quest’ultimo, per sua natura più adatto allo scopo (Islam, sottomissione, abbandono, consegna totale di sé a dio). Ma in particolare dei piccoli elementi mi hanno suggerito che la fugace intuizione non era peregrina: la demonizzazione delle opinioni non in sintonia, ovvero le Verità per Legge, l’importazione di schiavi, il “reddito di cittadinanza”.
Le Verità per Legge sono cose piuttosto comprensibili: l’olocausto, il riscaldamento globale, le vaccinazioni, sei un criminale se le neghi. Per quanto riguarda l’importazione di schiavi, anche qui districarsi nel mare di menzogne e di falsità è stato piuttosto facile. È il sospetto a proposito del “reddito di cittadinanza” che mi ha costretto a riflettere con maggiore ostinazione.
Per quale motivo questa elemosina sociale dovrebbe essere la prova provata che c’è un Disegno preciso dietro ciò che appare invece come una semplice iniziativa sociale?
Che un certo “Movimento” politico, creato da società per azioni ambigue, sia stato la forma migliore che il Potere ha trovato per indirizzare il malessere che serpeggiava nel Paese, è cosa oramai chiara. Non chiara era la ragione per cui con ostinazione il Movimento stesso abbia per primo proposto quest’obolo pietoso. Rivelatrice è stata la notizia che la stessa UE, tanti anni fa, aveva invitato gli Stati membri ad adottare il “reddito di cittadinanza” definito come “elemento qualificante del modello di Europa Sociale”. Dopo la direttiva, quasi tutti gli Stati si sono uniformati, creando quindi un'armoniosa Classe di sottoproletariato passivo; da noi, e pochi altri Paesi, la direttiva non è stata applicata. Evidente che l’iniziativa deve essere proposta, digerita e metabolizzata con linguaggi e comportamenti che suggeriscano alle “masse” l’idea di una conquista sociale. Ossia, con l’astuzia si è pensato di usare una propria creatura, in apparenza alternativa, per promuovere un elemento del futuro Sistema. L’evidenza che l’elemosina sia stata da prima osteggiata fieramente, poi pian piano sia entrata fra le ipotesi possibili di tutte le bande politiche, è stata la ricercata conferma. In prospettiva, quindi, includeranno tutti i servizi sociali, sanità, pensioni, scuole, nell’assegno mensile comprensivo di tutto.
La “grande strategia dell’Impero Europeo” naviga su solide basi di programmazione e assenza di dissenso, sfruttando ogni elemento che in apparenza, alla futura sterminata massa di schiavi e parassiti, apparirà come una conquista, e come l’unico modo di Vita possibile.
Come salvarsi da tutto questo? Semplicissimo. Convincere quel lavoratore tedesco dell’est che nel novembre 1989 ha creduto che “finalmente avrebbe mangiato frutta esotica”, che in verità per una papaya ha rinunciato a un “paradiso terrestre” costruito con tanti sacrifici, soprattutto di vite umane, da veri Uomini, e non da dio.


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